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Uno di questi giorni
Laboratorio di narrazione di sé

 

Casa Circondariale di Asti, da ottobre 2007 a gennaio 2008
Ideazione e organizzazione: Comunica 
Condotto da Laura Nosenzo, giornalista e scrittrice
Promosso da Comunica e Casa Circondariale di Asti

        

I MOTIVI ISPIRATORI, GLI OBIETTIVI

“Uno di questi giorni… (farò, andrò, cercherò, sentirò, scriverò, ecc.)”: a chi non è mai capitato di dirlo o pensarlo? Espressione di uomini liberi che solitamente vi ricorrono per accarezzare sogni, rivisitare situazioni, incontrare persone lontane dal loro quotidiano, ma non impossibili da raggiungere.
Che cosa farebbe “uno di questi giorni” chi vive recluso in un carcere? Se in “uno di questi giorni” potesse decidere del proprio tempo e della propria libertà, come li userebbe? Recupererebbe momenti e persone del proprio passato oppure guarderebbe al futuro, immaginandosi in nuove situazioni?
Il progetto si rivolge ai detenuti con storie di tossicodipendenza alle spalle e si sintonizza con i percorsi di recupero che mettono al centro la rivisitazione del vissuto personale per impostare una nuova coscienza individuale.

DESTINATARI

“Uno di questi giorni” si rivolge ai detenuti con storie di tossicodipendenza alle spalle e si sintonizza con i percorsi di recupero (avviati dal Sert all’interno della Casa Circondariale o dalle Comunità terapeutiche attive sul territorio) che mettono al centro la rivisitazione del proprio vissuto da parte del detenuto per impostare una nuova coscienza individuale.

MODALITA’

Il laboratorio di narrazione orale o scritta si riunisce ogni quindici giorni. I detenuti raccontano al gruppo come (dove, con chi…) s’immaginano se potessero decidere del loro tempo.
La narrazione può essere orale o scritta. In ogni caso, dopo il confronto, tutti i pensieri individuali o collettivi su “uno di questi giorni” vengono successivamente scritti per essere veicolati, attraverso una pubblicazione interna, tra gli altri detenuti della Casa Circondariale che non partecipano direttamente al gruppo e raccogliere testimonianze.
Nel laboratorio i partecipanti si confrontano sulle varie situazioni espresse, analizzandone gli aspetti positivi ma anche i vincoli imposti dalla realtà quotidiana.
Il lavoro di gruppo punta a far emergere, nei singoli soggetti, da un lato l’abilità nell’immaginare nuove situazioni o nel valorizzare i ricordi positivi, lasciando spazio ai sentimenti; dall’altro la capacità di progettare il futuro, tenendo però conto dei limiti attuali dettati dalla condizione detentiva.

Info: comunicaposta@libero.it