
COMUNICATI STAMPA
COMUNICATO STAMPA
TORNA “STILI DI VITA” PER STUDIARE ACQUA E CIBO:
LEZIONI ANIMATE PER I BAMBINI, USCITE SUL TERRITORIO PER IL “PENNA”
Conferenza stampa sabato 2 febbraio, alle 11, all’Ente Parchi Astigiani
Lezioni animate di educazione ambientale e alimentare per i bambini, incontri sul ciclo dell’acqua per gli studenti dell’Istituto Agrario Penna: la seconda edizione di “Stili di vita” è pronta a decollare.
La rassegna, ideata dall’Associazione culturale Comunica, sarà presentata in conferenza stampa sabato 2 febbraio, alle 11, all’Ente Parchi Astigiani, che sostiene il progetto insieme agli Assessorati all’Ambiente del Comune di Asti e della Provincia, alla Coldiretti e all’Istituto Penna.
La rassegna, per la quale è stato richiesto un contributo alla Fondazione CRAT, si comporrà di due distinte sezioni: quella rivolta alle primarie s’intitola “Il viaggio di Brunetto, bruco distratto” e, a partire dalla primavera, prevederà incontri, condotti dalla Cooperativa CSPS, in giardini e parchi: ad Asti nell’aula didattica all’aperto del parco di Rio Crosio, a Rocchetta Tanaro nel parco naturale regionale. I bambini, attraverso un gioco sensoriale (gusto, olfatto, tatto), si avvicineranno a frutta e verdura di stagione, ancora troppo spesso assenti dalla loro alimentazione quotidiana.
La sezione riservata all’Agrario è invece incentrata su “La via dell’acqua dalla falda al fiume” e, a partire dal 7 febbraio, comprenderà incontri in classe e uscite sul territorio (villaggio San Fedele di Asti, impianti di Cantarana, ecc.) alla presenza di esperti e volontari.
Asti, 29 gennaio 2008
(STILI-1)
“STILI DI VITA” RIPARTE DAL VALORE DELL’ACQUA
Giovedì 7 febbraio all’Agrario Penna s’imparano i comportamenti contro gli sprechi
Il giornalista Alessandro Mortarino e Giuseppe Giuliano, direttore dell’Autorità d’Ambito n° 5 Astigiano Monferrato, apriranno giovedì 7 febbraio la seconda edizione della rassegna Stili di vita, ideata dall’Associazione culturale Comunica e promossa da Ente Parchi Astigiani, Comune di Asti e Provincia (con i rispettivi Assessorati all’Ambiente), Coldiretti, Istituto Agrario Penna.
Quest’anno, rispetto alla precedente edizione, la rassegna, presentata sabato scorso all’Ente Parchi e per la quale è stato richiesto un contributo alla Fondazione CRAT, comprenderà due distinte sezioni.
L’Agrario Penna ospiterà quella dedicata a “Il ciclo dell’acqua dalla falda al fiume” che si comporrà di sei appuntamenti rivolti alle quarte classi: il primo è fissato per le 8,30 di giovedì 7 febbraio. L’incontro, moderato dalla giornalista Laura Nosenzo, è rivolto alla 4A e 4B.
Con Mortarino e Giuliano si parlerà del valore dell’acqua. La necessità di usare correttamente questa risorsa non inesauribile porterà ad approfondire con gli studenti due temi collegati: l’adozione di comportamenti individuali contro gli sprechi e la scelta di preferire l’acqua del rubinetto (quella di Asti è tra le migliori d’Italia) a quella in bottiglia, riducendo di conseguenza la produzione di imballaggi.
Con Mortarino, coordinatore del Comitato astigiano a favore delle acque pubbliche, si parlerà anche della mobilitazione a sostegno della proposta di legge che ha portato alla raccolta di 406.626 firme a livello nazionale e di 2.821 nel contesto locale; Giuseppe Giuliano traccerà invece un quadro sulle competenze dell’Autorità d’Ambito, che comprende 154 comuni delle province di Asti, Alessandria e Torino e a cui sono attribuiti compiti di programmazione, organizzazione e controllo su acquedotti, fognature, impianti di depurazione.
“Il ciclo dell’acqua dalla falda al fiume” proseguirà poi mercoledì 13 febbraio, sempre in istituto (classi 4B e 4C), con Silvano La Rocca, responsabile del settore orticolo della Coldiretti, che fornirà una panoramica sulle colture e il loro fabbisogno idrico, approfondendo anche le tecniche di irrigazione per limitare lo spreco dell’acqua.
Venerdì 22 febbraio con la 4A e 4B si parlerà di aiuti al Terzo Mondo, partendo da un dato drammatico: ogni giorno, nel mondo, 34 mila persone (in prevalenza donne e bambini) muoiono per il mancato accesso all’acqua potabile. Gian Emilio Varni dell’Associazione Oremi di Asti racconterà agli studenti il progetto di scavare pozzi in Nigeria per la popolazione urbana e contadina.
Infine mercoledì 9 aprile la 4A ripercorrerà al villaggio San Fedele la vicenda dell’inquinamento dei pozzi privati e della bonifica, attualmente in corso, da cromo esavalente e solventi clorurati. Si farà visita all’azienda agricola Magistà, dove si studieranno le soluzioni alternative, attuate a partire dal 2000, per le irrigazioni orticole. Interverranno Silvana Benedetti (Arpa), Marina Parrinello (Assessorato all’Ambiente del Comune di Asti), Antonio Bagnulo (coordinatore dei tecnici Coldiretti).
E in primavera per i bambini arriverà Brunetto, bruco distratto
Lezioni di educazione alimentare e ambientale in giardini e parchi naturali
In primavera decollerà la seconda sezione di Stili di vita: “Il viaggio di Brunetto, bruco distratto”, riservata alle scuole primarie di Asti e provincia. Venti classi (dieci nell’aula didattica di rio Crosio ad Asti, altrettante nel parco naturale regionale di Rocchetta Tanaro) parteciperanno alla lezione animata condotta dalla Cooperativa CSPS. Attraverso giochi sensoriali, i bambini assaggeranno frutti e ortaggi di stagione, forniti dalle aziende Coldiretti, prendendo familiarità con gusti naturali ancora troppo spesso poco presenti a tavola.
Le prenotazioni alle lezioni sono già esaurite.
Info: 329.9866535 (Comunica).
RICCHEZZA E SPRECHI LUNGO LA VIA DELL’ACQUA NELL’ASTIGIANO
Se n’è parlato stamattina all’Agrario al primo incontro di “Stili di vita”
Mercoledì 13 febbraio si studiano le colture, il loro fabbisogno idrico, le tecniche di irrigazione
La strada dell’acqua nell’Astigiano si può anche raccontare con i numeri: ogni anno 20 milioni di metri cubi di “potabile” sono garantiti, attraverso una rete di distribuzione lunga 4.400 chilometri, ai 256 mila abitanti dell’Autorità d’Ambito 5 Astigiano Monferrato (154 comuni delle province di Asti, Alessandria e Torino). Di quei 4.400 chilometri di rete, circa 2 mila appartengono all’Acquedotto del Monferrato e per metà devono essere rinnovate: lungo il cammino verso le utenze domestiche, industriali e agricole perdono infatti il 45% dell’acqua attinta dai pozzi.
Lo ha spiegato questa mattina agli studenti della 4A e 4B dell’Istituto Agrario “Penna” di Asti Giuseppe Giuliano, direttore dell’ATO 5. Insieme a lui Alessandro Mortarino, giornalista e coordinatore del Comitato astigiano a favore delle acque pubbliche, ha aperto il ciclo “La via dell’acqua dalla falda al fiume” inserito nella rassegna “Stili di vita” ideata dall’Associazione Comunica e promossa dagli Assessorati all’Ambiente di Comune di Provincia, Ente Parchi Astigiani, Coldiretti.
Altri dati che hanno fatto riflettere i ragazzi: “Il campo pozzi di Cantarana-Ferrere, che rifornisce la città di Asti e una buona fetta della provincia – ha spiegato Giuliano, affiancato da Cristina Ceppa dell’ATO 5 - denuncia da tempo problemi di eccessivo sfruttamento delle falde, da cui ogni anno vengono captati 15 milioni di metri cubi di acqua. Il loro livello, dal 1925 al 1998, si è abbassato del 40%”.
La necessità di diminuire i prelievi in quell’area ha portato a individuare nei campi pozzi dell’Acquedotto del Monferrato le future fonti di approvvigionamento idrico. “Si tratta di un’area ricca di potenzialità e attualmente sfruttata per meno della metà delle sue capacità complessive” ha indicato Giuliano, che si è poi soffermato sulla necessità di ammodernare le reti di distribuzione per non sprecare quanto attinto dal sottosuolo.
E se ai gestori si chiede l’efficienza del servizio, ai cittadini si suggeriscono comportamenti corretti per usare con parsimonia l’acqua. “Anzitutto – ha spiegato Alessandro Mortarino – bisogna ricordare che l’acqua del rubinetto è buona e che può essere bevuta in sicurezza. Anche l’ambiente ne trarrebbe indubbi vantaggi: si produrrebbero meno imballaggi di plastica e vetro e si eviterebbero continui trasporti per l’Italia dalle aziende di produzione ai supermercati. Ad Asti si vendono bottiglie d’acqua che, per arrivare fin qui, percorrono spesso non meno di 400 chilometri”.
Mortarino ha poi ricordato la mobilitazione per giungere a una proposta di legge a favore delle acque pubbliche: nell’Astigiano le firme raccolte sono state 2.821, a livello nazionale oltre 406 mila.
Gli studenti (una quarantina) hanno poi testato le proprie conoscenza sull’acqua rispondendo a un questionario sui consumi, i comportamenti individuali contro gli sprechi, il fabbisogno idrico nel mondo (ogni minuto 4 bambini dei Paesi poveri muoiono per la mancanza d’acqua, mentre in Italia se ne consumano in media 300 litri per bere, lavarsi, preparare il cibo, pulire la casa).
E intanto mercoledì 13 febbraio si terrà all’Agrario il secondo appuntamento sul ciclo del’acqua. Silvano La Rocca, responsabile del settore orticolo per la Coldiretti di Asti, parlerà di colture e di tecniche di irrigazione per limitare lo spreco di acqua.
Si partirà studiando il fabbisogno idrico delle varie coltivazioni (mais e girasoli, per esempio, esigono grandi quantitativi di acqua, mentre grano, orzo, farro si accontentano di ciò che il terreno incamera dalle piogge) e soffermandosi sugli effetti che la siccità dello scorso anno ha causato in agricoltura.
Tra gli altri argomenti che saranno presi in considerazione, l’importanza della presenza delle falde superficiali per irrigare campi e prati e il fabbisogno idrico delle colture orticole presenti in serra o in pieno campo.
All’incontro, fissato per le 8,30 e moderato dalla giornalista Laura Nosenzo, prenderanno parte gli studenti delle classi 4B e 4C.
Asti, 7 febbraio 2008
(STILI-3)
SCAVARE POZZI IN NIGERIA PER GARANTIRE L’ACCESSO ALL’ACQUA POTABILE:
L’ASSOCIAZIONE OREMI VENERDI 22 FEBBRAIO SI RACCONTA ALL’AGRARIO
A “Stili di vita” l’incontro tra il medico Gian Emilio Varni e le classi 4A e 4B
L’attività dei volontari astigiani di Oremi per assicurare acqua potabile alla popolazione della Nigeria sarà al centro venerdì 22 febbraio, alle 8,30 all’Istituto Agrario Penna, del terzo incontro della rassegna “Stili di vita”.
Agli studenti delle classi 4A e 4B Gian Emilio Varni, medico, racconterà come la realizzazione, nel 2005, di un piccolo ospedale a Ibadan, seconda città della Nigeria per popolazione (conta 3 milioni 300 mila abitanti), sia stata presto seguita dalla costruzione di pozzi. Un’attività considerata di estrema importanza dai volontari di Oremi (parola che nel dialetto nigeriano yoruba significa amicizia): “La Nigeria – spiega Varni, che fa parte del comitato medico-scientifico dell’associazione astigiana e si è recato più volte, in questi anni, nel paese africano – è ricca di petrolio come anche di acqua: il vero problema è garantire la potabile alla popolazione, in particolare all’infanzia. I dati parlano chiaro: 183 bambini ogni 1.000 muoiono prima dei cinque anni di vita per mancanza di cibo, acqua e medicine”.
I ragazzi dell’Agrario metteranno a confronto i dati acquisiti nei precedenti incontri di “Stili di vita” dedicati al ciclo dell’acqua: mentre in Italia il consumo giornaliero di potabile raggiunge i 300 litri a persona, nei Paesi poveri ogni minuto quattro bambini muoiono per la crisi idrica.
Una trentina i volontari di Oremi impegnati nel progetto Nigeria: il piccolo ospedale di Ibadan, aperto grazie al loro impegno e situato nell’area sud-ovest del paese, serve attualmente 300 pazienti al mese ed è esso stesso dotato di un pozzo per l’acqua potabile.
La conversazione con Gian Emilio Varni, moderata da Laura Nosenzo e preceduta nelle ultime due settimane da quelle con il giornalista Alessandro Mortarino, Giuseppe Giuliano (ATO 5) e Silvano La Rocca (Coldiretti), esaurirà gli appuntamenti in classe di “Stili di vita”, che a partire da marzo impegnerà gli studenti delle quarte classi dell’Agrario in visite guidate sul territorio: agli impianti di Cantarana, al parco di Rocchetta Tanaro, al villaggio San Fedele.
Intanto la rassegna, ideata dall’Associazione culturale Comunica e promossa dagli Assessorati all’Ambiente di Comune e Provincia, Ente Parchi Astigiani, Coldiretti, ha ottenuto nei giorni scorsi anche il sostegno della Fondazione CRAT.
Asti, 18 febbraio 2008
(STILI-4)
DAI POZZI DELLA NIGERIA ALLE SORGENTI DI CANTARANA:
PROSEGUE A “STILI DI VITA” IL CICLO DELL’ACQUA
Dopo l’incontro in classe con l’Associazione Oremi, visita guidata agli impianti Asp
La difficile realtà di vita della Nigeria e l’attività dei volontari astigiani di Oremi per garantire alla popolazione l’acqua potabile è stato il tema che il medico Gian Emilio Varni ha trattato, nei giorni scorsi all’Istituto Agrario Penna, nell’ambito della rassegna “Stili di vita”.
Per i ragazzi delle 4A e 4B si è trattato di un incontro coinvolgente: ai dati drammatici esposti da Varni (4 decessi su 5 sono dovuti all’acqua contaminata, il 70% della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno, nonostante la Nigeria sia il sesto produttore nel mondo di petrolio) gli studenti hanno fatto seguire domande e osservazioni.
Cinque i pozzi costruiti da Oremi a Ibadan, città del sud-ovest del paese in cui l’associazione ha realizzato anche un piccolo ospedale (Marello’s hospital). I volontari astigiani, ha spiegato Varni, non si limitano a costruire i punti di captazione, ma si occupano anche di insegnare alla popolazione come evitare la contaminazione dell’acqua, differenziandone l’uso domestico da quello animale (la salmonella, molto diffusa, è causata dall’inquinamento delle fonti) e come fare una costante manutenzione dei pozzi. In quel paese, ricco di acqua, il problema maggiore resta quello di fornire alla popolazione la potabile e di come tutelarla attraverso regole di comportamento corrette.
L’incontro con Varni, tra i circa 30 soci di Oremi attivi in Nigeria, ha consentito ai ragazzi di mettere a confronto le diverse situazioni ambientali del continente africano anche grazie alle nozioni apprese con un progetto didattico biennale promosso dal Laboratorio Territoriale di educazione ambientale della Provincia, insieme a CISV e Coldiretti, nell’ambito della campagna internazionale “EuropAfrica terre contadine”. A gennaio, per la 4B e 4C, si sono conclusi i percorsi di studio sulla desertificazione e sul turismo responsabile come occasione di sviluppo locale e di scambio culturale. Temi che i ragazzi hanno sviluppato incontrando esperti e assistendo alla proiezione di cortometraggi.
Intanto “Stili di vita”, ideata dall’Associazione Comunica e promossa dagli Assessorati all’Ambiente di Comune di Asti e Provincia, Ente Parchi Astigiani, Coldiretti, lunedì 3 marzo condurrà la 4C agli impianti di Cantarana per studiare il ciclo dell’acqua con Walter Prigione, responsabile impianti Asp, e Franca Varvello, funzionario dell’Ufficio Risorse Idriche della Provincia.
Asti, 25 febbraio 2008
(STILI-5)
COME E’ CAMBIATO NEGLI ASTIGIANI IL MODO DI CONSUMARE L’ACQUA POTABILE:
DAI 20 LITRI AL SECONDO DISTRIBUITI A FINE OTTOCENTO AI 300 LITRI DI OGGI
I dati forniti dall’Asp nella visita di oggi agli impianti di Cantarana nell’ambito di “Stili di vita”
Alla fine dell’Ottocento, quando iniziarono a funzionare, inviavano ad Asti 20 litri al secondo, riuscendo a soddisfare il bisogno idrico della popolazione: oggi i litri sono saliti a 300 al secondo, qualcosa come 25 mila metri cubi di acqua al giorno.
Gli impianti di Cantarana sono stati al centro della visita guidata che stamane, nell’ambito della rassegna “Stili di vita”, ha coinvolto la 4C dell’Istituto Agrario Penna. Il ciclo dell’acqua, dal campo pozzi di località Bonoma al sistema di depurazione degli scarichi, è stato trattato da Walter Prigine, responsabile degli impianti Asp, e Franca Varvello, funzionario dell’Ufficio Risorse Idriche della Provincia.
Attualmente l’acqua che sgorga dai rubinetti di Asti, ha spiegato Prigione, viene attinta da tre falde (la più superficiale è situata a 30 metri di profondità, quella più profonda a 200 metri): calcolando gli approvvigionamenti operati anche da altri acquedotti nella stessa zona, l’acqua complessivamente captata raggiunge i 600 litri al secondo: circa il 15% si perde lungo la rete di distribuzione, costituita da quattro condotte principali.
Le numerose domande dei ragazzi hanno consentito di approfondire aspetti particolari legati alla provenienza delle falde sotterranee (bacino del Po) che alimentano Cantarana, agli interventi attuati (fasce di rispetto intorno ai pozzi) per evitare che l’acqua venga contaminata da fertilizzanti e altre sostanze usate in agricoltura, alle fasi della potabilizzazione, della distribuzione e del consumo: è stato ricordato che quella di Asti è una delle acque migliori d’Italia, paragonabile per caratteristiche qualitative alla oligominerale.
Franca Varvello ha poi illustrato gli interventi di depurazione che consentono di restituire all’ambiente l’acqua usata a fini domestici o produttivi, soffermandosi sui sistemi di controllo attuati dall’Arpa per conto della Provincia. La rete di monitoraggio interessa Tanaro, Bormida di Millesimo, Bormida di Spigno, Belbo, Versa, Triversa, oltre ai corsi d’acqua minori Nizza, Stanavasso, Tatorba, Valle della Rocchea.
La visita è terminata con la degustazione dell’acqua potabile, servita sia naturale che minerale.
“Stili di vita”, ideata dall’Associazione Comunica e promossa dagli Assessorati all’Ambiente di Comune di Asti e Provincia, Ente Parchi Astigiani, Coldiretti con il sostegno della Fondazione CRAT, proseguirà giovedì 13 marzo, alle 9, al parco naturale di Rocchetta Tanaro: con il guardiaparco Francesco Ravetti i ragazzi della 4B studieranno la vegetazione lungo un pendio collinare, dalla sommità al fiume.
Asti, 3 marzo 2008
(STILI-6)
GLI STUDENTI DEL “PENNA” STUDIANO L’INQUINAMENTO DI SAN FEDELE
Incontro mercoledì 9 aprile nell’ambito di “Stili di vita”:
visita guidata all’azienda agricola Magistà con tecnici Arpa, del Comune e della Coldiretti
Ultimo incontro della sezione dedicata al ciclo dell'acqua della rassegna “Stili di vita” ideata dall'Associazione culturale Comunica e promossa dagli Assessorati all’Ambiente di Comune di Asti e Provincia, Ente Parchi Astigiani, Coldiretti con il sostegno della Fondazione CRAT.
Mercoledì 9 aprile la 4A dell'Istituto Agrario “Penna” approfondirà il problema dell'inquinamento dei pozzi privati di Villaggio San Fedele attraverso una visita guidata in quartiere che inizierà alle 9. Circa 150 i punti di captazione, con profondità tra i 5 e i 15 metri, che a gennaio del 2000 l'Arpa accertò essere contaminati da cromo esavalenti e solventi clorurati.
Il primo allarme nel novembre 1999, quando un cittadino attinse dal proprio pozzo acqua di colore giallo. L'area interessata dalla contaminazione rivelò successivamente un’estensione di circa 2 chilometri quadrati caratterizzati sia dalla presenza di abitazioni che di orti e campi coltivati.
Gli studenti del “Penna” visiteranno, in particolare, l'azienda agricola Magistà di via Ticino colpita dall'inquinamento, poi attribuito all'allora Arvin Meritor (ex Way-Assauto).
Le varie fasi della vicenda (dalla scoperta della contaminazione alla bonifica sia dei pozzi privati di San Fedele che dell'area interna allo stabilimento industriale) saranno ripercorse dai tecnici Silvana Benedetti (Arpa), Marina Parrinello (Assessorato all'Ambiente del Comune), Antonio Bagnulo (Coldiretti). I titolari dell'azienda illustreranno gli accorgimenti attuati per garantire l'irrigazione alle colture.
Nelle prossime settimane la rassegna “Stili di vita” proseguirà con la sezione riservata alle scuole primarie, che parteciperanno alla lezione animata “Il viaggio di Brunetto, bruco distratto”, condotta dalla Cooperativa CSPS nell’area didattica all’aperto di Rio Crosio e al parco naturale di Rocchetta Tanaro.
Asti, 7 aprile 2008
(STILI-7)
L’ESPERIENZA DI UN’AZIENDA AGRICOLA COLPITA DALL’INQUINAMENTO DEI POZZI
La 4A del “Penna” al Villaggio San Fedele si è confrontata con il coltivatore Valter Magistà:
come si rischiò la chiusura nel 2000 e come si riuscì a far fronte all’emergenza
La 4A dell’Istituto Agrario “Penna” ha raggiunto ieri il Villaggio San Fedele per approfondire il problema dell’inquinamento dei pozzi (cromo esavalente e solventi clorurati) nell’ambito dello studio sul ciclo dell’acqua promosso dalla rassegna “Stili di vita”.
La visita – anche tenendo conto dell’indirizzo scolastico del “Penna” - ha riguardato, in particolare, l’azienda agricola Magistà, che all’indomani della chiusura dei pozzi ordinata dal Comune (febbraio 2000) si trovò nell’impossibilità di usare l’acqua per irrigare le oltre venti serre orticole. “Eravamo alle porte della primavera e da un momento all’altro ci trovammo con i pozzi sigillati, senza più la possibilità di far fronte al fabbisogno irriguo delle colture: dagli 800 ai 1.000 litri di acqua al minuto. La situazione era a dir poco drammatica” ha raccontato Valter Magistà, titolare dell’azienda, leader per l’Astigiano nella produzione di insalate.
“La tecnologia venne in aiuto: grazie all’impiego di un impianto di trattamento dell’acqua con filtri a carboni attivi – ha sottolineato Antonio Bagnulo (Coldiretti) - si riuscì a fronteggiare l’emergenza, evitando all’azienda di interrompere la fornitura del proprio prodotto e quindi di uscire dal mercato”.
Il tecnico Arpa Silvana Benedetti, dopo aver ripercorso le varie fasi d’indagine che portarono a delimitare l’area contaminata (circa 2 chilometri quadrati caratterizzati sia dalla presenza di abitazioni che di orti e campi coltivati) e a individuare la fonte dell’inquinamento (ex Way-Assauto), ha indicato i vari interventi attualmente in atto per bonificare la falda: una barriera idraulica, costituita da 8 pozzi che prelevano complessivamente fino a 35 metri cubi di acqua all’ora, è attiva ai confini tra la fabbrica e il quartiere e altri 5 punti di captazione funzionano (10 mc/h) a San Fedele. All’interno del sito aziendale iniezioni di acqua nel terreno provocano la solubilizzazione del cromo esavalente e il suo trascinamento in falda, con conseguente intercettazione della sostanza inquinante ai pozzi, mentre l’aspirazione dei vapori nel sottosuolo sfrutta la caratteristica dei solventi clorurati, che sono molto volatili.
“Una completa bonifica dell’area contaminata – ha rilevato il tecnico Arpa – si avrà soltanto quando l’azienda cesserà definitivamente l’attività produttiva e sarà possibile rimuovere, tra l’altro, il primo strato di terreno superficiale”.
Infine Marina Parrinello, tecnico dell’Assessorato all’Ambiente del Comune di Asti, ha fatto il punto sui pozzi che, chiusi all’indomani della scoperta dell’inquinamento, hanno nel frattempo potuto riaprire: dei circa 150 non più funzionanti nel 2000, ne restano sigillati 60, mentre i rimanenti 80 sono tornati a funzionare. Ai proprietari impossibilitati ad attingere l’acqua di falda, il Comune assicura il rifornimento idrico mediante un servizio di autobotti nel periodo primaverile-estivo.
“Stili di vita”, ideata dall’Associazione culturale Comunica, è organizzata in collaborazione con Comune e Provincia di Asti (Assessorati all’Ambiente), Ente Parchi Astigiani, Coldiretti, Fondazione CRAT.
Asti, 10 aprile 2008
(STILI-8)