Sono stato tutta la mattina per aggiungere una virgola, e nel pomeriggio l'ho tolta (Oscar Wilde)

PROGETTI

IL GIARDINO DEI POETI

 

Il Giardino dei Poeti è un luogo unico e singolare: raccoglie esemplari diversi di piante, a ciascuna delle quali è dedicata una poesia di un grande poeta. Passeggiando ci si potrà imbattere nella betulla celebrata da Alda Merini, nell’acacia di Giorgio Caproni, nell’acero di Emily Dickinson, nel melo di Pablo Neruda trasformato d’improvviso, in primavera, “in cascata di stelle odorose”, nel pioppo di Antonio Machado. Ci sono i cipressi del Carducci ancora impressi nella memoria di generazioni di studenti (“Davanti a San Guido”), il pino “rifugio d’uccelli notturni” di Quasimodo, il castagno di Herman Hesse in cui “per armoniose chiome passa sussurrando/il respiro profondo di bei sogni”. Accanto a ogni albero, si può leggere la poesia che lo celebra.
Il giardino, nato all’ingresso del centro abitato di Chiusano d’Asti, rappresenta il biglietto da visita di tutti coloro che credono nell’importanza del fare, lasciando tracce visibili sul territorio per far vivere meglio noi stessi, gli altri e le generazioni che verranno. Nato dal recupero di una collina a gerbido, accoglie, accanto ad alberi già esistenti, nuove piante, in modo da costituire un percorso poetico e ambientale che farà bene alla mente e al cuore.
Le poesie abbinate all’albero sono attualmente diciotto, in omaggio a quindici poeti.
La passeggiata offre componimenti di Apollinaire (noce), Caproni (acacia), Cardarelli (olmo), Carducci (cipresso), Dickinson (acero), Hesse (castagno), Leopardi (faggio), Machado (pioppo), Merini (betulla), Neruda (melo), Pasolini (glicine), Umberto Saba (biancospino), Salvatore Quasimodo (salice), Eugenio Montale (pruno), Gianni Rodari (pesco). Quasimodo, con tre poesie dedicate al pino, il tiglio e il salice, è il poeta più rappresentato, seguito da Montale (quercia e pruno).
In giardino si può passeggiare, sostare, leggere e fare attività didattica.
Questo luogo, in cui le parole hanno lo stesso valore del silenzio, è dedicato a Giovanni “Gim” Giolito e al suo amore per gli alberi: nato a Nizza Monferrato e scomparso nel 2009, Giolito ha piantato circa ventimila esemplari, soprattutto di quercia, rendendo più vivo e ricco l’ambiente naturale del Sud Astigiano. La sua straordinaria storia è narrata nel “Le stagioni di Gim” scritto da Laura Nosenzo (2009, Araba Fenice).

 

 

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Ideazione e organizzazione: COMUNICA 

in collaborazione con:
Comune di Chiusano d’Asti
Ente Parchi Astigiani
Cooperativa La Pervinca
Fondazione CRT
Progettista  arch. Piergiorgio Pascolati

 

Info: comunicaposta@libero.it

 

Immagine: particolare da Paul Klee, Paesaggio con uccelli gialli, per gentile concessione del Museo degli Arazzi Scassa di Asti

 

 

 

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