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DANTE GIACOSA
L'INGEGNO E IL MITO

Testi Loredana Dova

E’ conosciuto dai più come “il papà” della Fiat 500. Gli appassionati di storia dell’automobile sanno che ha progettato anche la Topolino e la 600.Ma Dante Giacosa, di famiglia neivese, nato a Roma quasi per caso, è stato per la Fiat e per l’Italia molto di più. Laureatosi ingegnere a soli 22 anni, iniziò la sua carriera nella casa torinese nel 1928 e si mise in luce dopo pochi anni, con il progetto della Topolino. Negli anni della guerra progettò la Cisitalia, l’auto sportiva che, in una memorabile gara sul circuito del Valentino, fu guidata anche da Nuvolari. Poi fu la volta della 600 (anche nella versione Multipla, la station Wagon ante litteram) e della 500, auto che accorciarono le distanze fra gli italiani e cambiarono il loro stile di vita. E ancora: le 124, 125, la Dino, la Primula, la 128, fino alla A112 portano tutte la sua firma.

Semplicità, bellezza, armonia delle forme ed economicità: questi i canoni su cui basò la sua attività di progettista. Ma il libro non si limita ad analizzare il suo lavoro. Attraverso la testimonianza di amici, parenti e colleghi l’autrice fa un ritratto a tutto tondo di un uomo che ha attraversato le fasi cruciali della storia del Novecento, dal regime fascista passando per la guerra e la ricostruzione, fino agli anni del boom economico per arrivare alla ’68. Corredato da numerose fotografie, il volume offre, tra le altre, anche la testimonianza di Giorgetto Giugiaro che mosse i suoi primi passi alla Fiat proprio grazie a Giacosa.

E’ troppo lungo enumerare le cariche, i premi e i riconoscimenti che gli sono stati attributi. Valga per tutti il Compasso d’oro, assegnatogli nel 1959 per la Fiat 500.
Dal 2000 il nome di Giacosa è entrato nel “Libro d’oro di tutti gli italiani degni di essere ricordati”, il Dizionario biografico degli italiani (Treccani).

La prefazione è di Antonio Amadelli, per anni responsabile dell’Archivio Storico Fiat e poi amministratore e direttore del museo dell’automobile “Carlo Biscaretti di Ruffia” di Torino.

Sostenuto e promosso da AZIMUT, il libro contiene anche un intervento del sindaco di Neive Luigi Ferro e del sindaco di Alba Giuseppe Rossetto.