
Prefazione
C’è qualcosa che tocca le corde più profonde della nostra sensibilità, quando si riflette che ad Ellis Island, nella baia di New York, sono sbarcati, in poco più di mezzo secolo, dal 1890 al 1950, circa 20 milioni di immigrati, per larga parte provenienti dal Continente Europeo. Numerosi gli italiani, non trascurabili i piemontesi, soprattutto tra la fine dell’Ottocento ed i primi decenni del Novecento.
Ripercorrere, attraverso le pagine di questo libro, i destini felici di una famiglia d’immigrati alessandrini nel Nuovo Mondo, è una lezione ricca di umanità, di solennità e di avventura. Perché questa storia di una famiglia piemontese emigrata in America, allietata dal successo sociale e politico delle figlia Ella, mette in ombra dolori, patimenti ed umiliazione che ogni migrazione comporta, ed evidenzia a chiare tinte il successo di una speranza realizzata.
Una vicenda, dunque, bella e ricca di spunti. Una “storia americana”, potremmo dire, per il lungo e faticoso cammino percorso dai protagonisti, al termine del quale si sono accese serene luci di “felicità” (obiettivo ottimistico che la Costituzione americana indica come raggiungibile).
Pubblicare questo libro nell’anno dedicato alle “Pari Oppurtunità per Tutti” ci pare abbia un valore etico non di superficie.
Ci stimola a guardare dentro di noi, a capire e a migliorare la cultura dell’accoglienza, proprio negli anni d’apertura del nuovo millennio in cui l’Europa e l’Italia sono, sotto diversi profili, terre di speranza per genti vicine e lontane, provenienti tanto dall’est dell’Europa quanto dall’Africa e dall’Asia.
L’auspicio è che un libro come questo non solo rinsaldi i rapporti tra i piemontesi nel mondo e la terra di origine, ma aiuti anche al dialogo, alla comprensione e all’integrazione tra il Piemonte ed i suoi immigrati, nel segno del rispetto e dei diritti e doveri che la nostra Carta Costituzionale e le leggi del nostro Paese sanciscono per tutti.